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DISTRETTO CULTURALE IN OLTRARNO

Il Distretto Culturale: uno strumento innovativo per lo sviluppo locale

La promozione del patrimonio culturale è sempre più un’azione coordinata di valorizzazione non solo di singole emergenze puntuali ma di sistemi territoriali locali. La strada vincente sembra essere quella del distretto culturale, ossia di un territorio nel quale la presenza di elementi patrimoniali, culturali e ambientali, e di risorse umane, diventa oggetto di specifiche politiche che ne incentivino la logica di sistema.

Oltrarno, in fiorentino detto anche Diladdarno, è la zona di Firenze posta sulla sponda sinistra del fiume Arno.
Nonostante la zona centrale di Firenze sia sulla sponda opposta dell’Arno, in Oltrarno si trovano monumenti, giardini, musei degni di nota e palazzi monumentali unici al mondo. Palazzo Pitti, la Chiesa di Santo Spirito, il Giardino di Boboli insieme alle botteghe degli artigiani, orafi, restauratori che fanno dell’Oltrarno la zona di Firenze dove ancora vive la fiorentinità e dove nelle strette strade si vive il vero spirito rinascimentale di Firenze.
Già in epoca tardo romana esisteva un piccolo insediamento su questa sponda del fiume dove arrivava l’estremità del predecessore del Ponte Vecchio. In questa zona vivevano soprattutto mercanti e figure di passaggio, fra i quali si distinse una colonia siriana che fondò la chiesa di Santa Felicita. Con l’espansione della città nel primo medioevo, grazie anche a un periodo di pace generale, si svilupparono numerosi borghi fuori dalle mura in corrispondenza alle porte di accesso della vecchia cinta muraria che gradualmente furono inglobati nelle nuove mura.
Un drastico cambiamento avvenne sul finire del ’400 quando le ricche famiglie fiorentine iniziarono a guardare a quest’area come uno spazio dove poter costruire nuovi grandi progetti di palazzi e residenze fastose. Questa zona ancora un po’ rurale e tranquilla iniziò ad essere vista come più salubre rispetto alla ipertrafficata sponda nord. Fra i primi nuovi residenti vi furono i Pitti, che edificarono la parte centrale dell’omonimo Palazzo Pitti, ma fu solo con l’arrivo della famiglia Medici nel 1550 che la zona diventò d’obbligo per la nuova nobiltà cittadina. I quel periodo sorsero numerosi palazzi e sulle vie Romana, Maggio e dei Serragli che cambiarono definitivamente il loro aspetto.
Nel 1865 altri importanti lavori conseguenti lo spostamento della capitale d’Italia a Firenze, portarono alla realizzazione del panoramico Piazzale Michelangelo, un nuovo salotto e punto di ritrovo cittadino, e il taglio dell’omonimo Viale Michelangelo sulle colline, divenuto zona di residenza di lusso per la nuova alta borghesia Otto-Novecentesca.
Nonostante tutto il quartiere non ha mai avuto uno sviluppo caotico ed oggi, soprattutto nella zona fra Santo Spirito e San Frediano a ovest, oppure nel quartiere di San Niccolò ad est, si respira ancora l’atmosfera tradizionale più autentica della città, non turbata nemmeno dallo sviluppo dell’industria turistica, che qui è più discreta e sostenibile.

L’oltrarno, pur avendo diverse e interessanti iniziative, manca di un programma che le colleghi . Non vi sono, infatti, proposte e/o pacchetti turistico-culturali comuni. Insomma, non è stata mai realizzata una offerta completa e soprattutto di successo per un turismo alternativo ma assolutamente non privo di fascino e d’importanza.

L’associazione PiazzArt persegue da anni questo obbiettivo, collaborando alla realizzazione delle manifestazioni più rappresentative e dialogando con i vari attori locali oltre che con “Oltrarno Promuove” comitato costituito dalle associazioni di categoria (CNA Associazioni Artigiani Firenze, Artigianato Fiorentino-Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti).
Il progetto ” Distretto Culturale in Oltrarno” a partire dalle elevate ed articolate potenzialità del territorio “Distrettuale” vuole costruire un polo di indiscussa valenza culturale, che funga da nodo di attrazione e di collegamento delle iniziative turistico culturali già esistenti.

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